Istituzioni e Servizi
Pubblicazioni
In Evidenza
Roddino - Serata Teatrale
Sabato 8 agosto 2009 alle ore 21,00 sulla piazza antistante il Municipio di RODDINO la Compagnia "Nostro Teatro di Sinio" presenta "Mé frel", commedia piemontese in due atti per la regia di Oscar Barile.
Mé frel: una commedia dove batte il cuore.
Ci sono commedie che ti fanno ridere, altre sorridere e ci sono anche quelle che ti commuovono. Raramente si ha l’occasione di assistere, ma forse meglio dire partecipare, a recite che riescono a farti vibrare l’animo. Oscar Barile c’è riuscito con un tocco di delicatezza.
La commedia Mé frel mi aveva incuriosito: volevo vedere come Barile fosse riuscito a scrivere una piéce per solo due attori, ottenendone anche la pubblicazione a cura della Regione Piemonte e della Cà dë studi piemontéis nell’ambito dell’edizione 1998 del concorso “Premio per un testo teatrale nelle lingue del Piemonte”.
Una calda domenica di giugno mi sono, perciò, mescolato tra gli spettatori per una delle prime rappresentazioni della commedia in quell’apprezzato teatro di Sinio, sempre capace di creare una magica atmosfera di complicità e intimità con gli attori.
Il sipario si apre e una melodia piemontese accompagna il salir di luci che rivela un uomo mentre pasteggia al tavolo della sua cucina, stanza di una probabile cascina della bassa Langa, dove si svolgerà l’intera storia.
La commedia narra l’incontro tra i fratello Rico e Renzo, il primo più anziano, rimasto a lavorare i terreni della famiglia, e il secondo, trasferitosi in città dopo gli studi, che viene in vista per regolare la divisione delle proprietà. Come nella vita reale quando ci si ritrova dopo tanto tempo, emergono insieme alle questioni contingenti da risolvere, fatti, sentimenti, ricordi, complimenti, sogni, rimproveri, aspettative sopiti dal tempo. Così nella commedia si inanellano e si mescolano problemi personali e scampoli di vita locale, frammenti di scene familiari e fatti sociali che hanno inciso nella vita dei due fratelli. In breve ci si ritrova teneramente coinvolti in quel ritrovarsi di Rico e Renzo, così diversi tra loro ma così uguali a noi, intorno alle memorie del passato, il vissuto del presente e l’incertezza del futuro. Quasi gli attori riuscissero a toglierci di bocca le stesse parole e di mente gli stessi pensieri, dette e avuti chissà quante volte.
L’occasione dell’incontro dei due personaggi, nelle mani dell’autore, si rivela ben presto come un artificio, un’autentica scatola magica. Vengono raccontati e visitati fatti e vicende con l’occhio e il cuore di chi vive in Langa:lo spopolamento della campagna collinare, la modernizzazione dell’agricoltura con abbandono delle tecniche tradizionali, la solidarietà tra paesani, le diatribe e il pettegolezzo tra vicini, i problemi degli anziani, le esigenze dei più giovani, rapporti tra genitori e figli e tra fratelli, la vita di coppia, i sentimenti e la sessualità.
Il tutto tracciato senza lasciare nulla in sospeso per pudore o timore, senza nascondere i drammi ma neppure senza cadere in facili soluzioni e pre-giudizi. Come se l’autore volesse fotografare una realtà lasciandoci in mano la possibilità di definirla e concluderla. Barile utilizza un linguaggio a volte più ruvido e a volte più dolce, sottolineando il momento, l’argomento e il personaggio.
Tuttavia, ciò che mi ha colpito sono gli autentici momenti poetici che si aprono qua e là mettendo in luce la fine capacità lirica dell’autore. Ho potuto apprezzarla, grazie, devo dire, proprio alla mancanza dei supporti di luci, musiche o effetti speciali: la sapiente capacità dell’uso della parola e della recitazione riesce da sola a far librare l’immaginazione e il sogno dello spettatore.
Si possono godere le due ore della commedia tutte d’un fiato senza quasi accorgersene. Nel semplice uso della scena, che resta invariata, e delle luci, perlopiù fisse, gli attori si muovono quel tanto che basta per sottolineare i discorsi o per spostare l’attenzione del pubblico su un nuovo argomento del dialogo.
Nell’arco dei due atti non ci sono mai cadute di tono, impresa non facile con solo due personaggi in scena: Rico interpretato da Oscar Barile e Renzo, impersonato in alternativa da Luciano Torrengo ed Enzo Capra.
L’insieme della commedia convince e riesce gradito al pubblico, che sicuramente premierà l’impegno dell’autore e degli attori.
Gianmichele Ferrero
















